Stamattina di buon ora ho accompagnato M. in aeroporto. E' un abituè ormai, questo andare e tornare.
Gli aeroporti di Catania e Rimini, li conosciamo come le nostre tasche.
Al rientro, mi sono imbattuta nel traffico dei vacanzieri del 1 Maggio.Molti dei quali, in partenza alle 11 di mattina, avrebbero fatto ore e ore di fila al casello per poi rientrare dopo un paio d'ore di scampagnata fuori porta.
Mai amata la confusione, men che meno se si tratta di restare incolonnati per ore sotte il sole cocente come quello di oggi. E poi, occasioni per andare in spiaggia, in campagna, in montagna se ne possono creare ogni domenica senza necessariamente attendere i giorni di festa.
Cosi' dopo una veloce telefonata ad una amica dove ho appurato che anche lei aveva avuto la malsana idea di affollare una nota area picnic ai piedi dell'Etna, decido di rientrare a casa.
Strana la sensazione quando apri la porta e ad attenderti non ci trovi nessuno.
Io ci sono abituata: per la maggior parte dell'anno vivo così; ma quando, per qualche giorno al mese, la casa si popola, al rientro sembra il posto più solitario del mondo.
Circondata da questo nuovo seppur vecchio silenzio, per qualche ora mi son concessa un film che dava Canale 5: Sliding Doors.
Ma quando il film è finito e il silenzio è si è fatto voce, è stato allora che mi son data al giardinaggio.
Ho sistemato una piantina di basilico che avevo acquistato ieri al supermercato gia' stremata dall'assenza di acqua, innaffiato i gerani e gli alberelli di ulivi e pulito dalla erbacce la piantina di lavanda che avevo piantato la scorsa estate.
L'ho guardata un po' e mi son chiesta perchè non aveva ancora deciso di fiorire, poi sfiorandone le foglie le mie mani profumavano di lavanda.Meraviglia!!!
E il viaggio in Provenza mi è tornato in mente:la mia amica Iole, i mercatini odorosi di spezie, lo shopping, i paesini tipici.
Mi piacerebbe avere più tempo per ripetere queste esperienze, decicarmi alle cose che mi piacciono, alla casa, agli hobby, godermi anche le ore della giornata che ho l'impressione di sprecare ogni giorno.
Eppure oggi, nel mio terrazzino fiorito, alla ricerca disperata di mille modi di passare il tempo mi sono ricordata di quando e perchè passavo 13 ore della mia giornata a lavorare e ne ero felice.
Mi è tornato in mente un periodo fatto di un lavoro patinato, mondanità tutte le sere ad ogni costo, folli spese per avere sempre qualcosa di nuovo da mettere o una griffatissima borsa da portare ( e mostrare), del vivere intensamente ogni minuto della giornata, dell'essere sempre circordata da amici/conoscenti.
Poi all'improvviso ho deciso, io, di chiudere quella sliding doors.
E cosi' a poco a poco la casa si è svuotata, il lavoro cambiato e semplificato, i soldi son finiti, i vestiti nuovi consumati, i chili presi forse proporzionalmente ai capelli caduti.
Di notte, alla mia età mi viene spesso in mente ogni scelta fatta, tutte atte sempre alla ricerca di una nuova e più sana semplicità e al raggiungimento di quella serenità che al tempo d'oggi, sembra sempre più utopistica per quanto ci si sforzi di chiudere le porte giuste per aprirne altre.
